— Maurizio Marrone

PDL

In una tornata elettorale in cui il centrodestra non riesce neppure a eguagliare il non certo lusinghiero risultato ottenuto da Buttiglione cinque anni fa, le sue 2.718 preferenze personali sono una delle poche note positive. Ma il segreto del successo, Maurizio Marrone, mister preferenza del Pdl, lo svela forse nella definizione che dà di se stesso: «Un ragazzo di 29 anni ne ha dedicati 14 alla militanza». Entrato nel fronte della gioventù, è stato nominato prima presidente provinciale di Azione Giovani e poi dirigente regionale della Giovane Italia, l’organizzazione giovanile del Pdl. Infine, il vicecoordinamento cittadino del partito e la candidatura alle elezioni.

Una candidatura che si è conclusa con un exploit nel quale molti sembravano non credere. Ma qual è il segreto del suo successo?

«Devo essere onesto, neanche io credevo in un risultato del genere. Ma riguardando i risultati delle singole sezioni, ho compreso che a essere premiate sono state innanzitutto le due linee guida della mia campagna: la battaglia sociale condotta nei quartieri popolari, dove onestamente i nostri candidati si sono visti poco, e la difesa dei valori non negoziabili della vita, dell’identità cristiana e della famiglia tradizionale, che ha trovato consensi anche in realtà come la comunità copta e l’associazione di Magdi Allam». Una lezione che altri sembrano non aver compreso. «Ammetto che non aver puntato sulle periferie è stato un errore. Come è mancato un attacco frontale all’amministrazione Chiamparino per far comprendere quale eredità ha lasciato alla città. Certo poi che il fuoco amico degli ultimi giorni non ha aiutato. Basta pensare alle parole di Rosso».

Fuoco amico arrivato da Rosso e da chi altro?

«Nomi preferirei non farli. Penso però a quelli che hanno cercato di ritardare fino all’ultimo la candidatura di Michele Coppola. Che per altro si è dimostrato un candidato molto trasversale, capace di confrontarsi con la gente».

In molti fanno poi notare che negli ultimi cinque anni l’opposizione in Sala Rossa ha costruito un po’ poco. Non crede?

«Concordo. Più che sul gruppo si è puntato sui singoli consiglieri. Per recuperare il terreno perso dobbiamo subito ripartire dalla nuova squadra degli eletti. Che per altro è composta interamente da politici con un forte radicamento sul territorio: escludo che ci siano candidati paracadutati dall’alto. L’importante, insomma, è partire subito all’attacco».

Che tipo di opposizione ha in mente?

«Un’opposizione intransigente e propositiva. La prima battaglia sarà quella per il bilancio, le forche caudine della giunta Fassino. Voglio proprio vedere come il nuovo sindaco gestirà l’eredità lasciata da Chiamparino: se si deciderà a tagliare gli sprechi sui quali si basano anni di clientele o se per far quadrare i conti sarà costretto a mettere le mani in tasca dei torinesi. E poi punteremo sulle periferie, dove abbiamo raccolto la fiducia e il consenso di tutti quei cittadini che in questi anni si sono sentiti trascurati. Da lì partirà il nostro attacco ai salotti buoni della sinistra».

Pensa quindi che si potranno gettare le basi per giocarsi la vittoria alle amministrative del 2016?

«Se tutti lavoreremo come si deve direi di sì. Sono convinto che non ci sarà bisogno di designare il prossimo candidato sindaco, perché a riconoscerlo saranno i torinesi».

E il consigliere Marrone si vede più capogruppo del Pdl o vice-presidente del consiglio?

«Ammetto di essere orgogliosamente un uomo di parte. Quindi spero di poter concentrarmi nell’attività del gruppo».

Paolo Varetto

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Per dare un volto nuovo e far sì che, almeno per un giorno, i cittadini si riapproprino degli spazi comuni, d’incontro della Circoscrizione, abbiamo organizzato per Giovedì 12 maggioa partire dalle 18.30, un momento  di festa e di incontro tra i residenti della zona nel giardino Ex GFT (dall’ingresso di corso Giulio Cesare, all’altezza del civico 31).

Vogliamo dare un segnale forte alla cittadinanza e far sentire la nostra presenza, il nostro impegno per questa zona oramai abbandonata a se stessa dall’Amministrazione Chiamparino.

In questo spazio verde, purtroppo, abitualmente bivaccano nullafacenti, ubriachi già di prima mattina, che urinano ad ogni angolo sotto gli occhi dei passanti e dei residenti. E poi spacciatori e la scia di “clienti” e siringhe che lasciano al loro passaggio. Tutto questo di fatto vieta l’accesso ai giardini dei cittadini, in particolare di genitori e nonni con i bambini.

Niente è stato fatto da questa Amministrazione, soprattutto negli ultimi cinque anni. E’ ora di cambiare e di riappropriaci degli spazi comuni nel rispetto di tutti!

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5564 euro. Questo è il debito che ogni residente di Torino (neonati compresi) ha sulle sue spalle a causa della politica scellerata della sinistra che fino ad oggi ha amministrato il nostro Comune.

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