— Maurizio Marrone

PDL

Elezioni amministrative 2016

Per dare un futuro a Torino e garantire una prospettiva di crescita è necessario ridurre il debito pubblico. Bisogna uscire dalla logica della politica dei “derivati”, rinegoziare i tassi dei mutui del Comune con gli istituti di credito, ridurre gli sprechi. Solo così potremo garantire le risorse necessarie ad attuare un programma per il miglioramento della Città.

Sicurezza

La sicurezza dei nostri quartieri – a partire dalle periferie fino al centro storico – è una priorità.

Al fianco del governo e delle Forze dell’Ordine è necessario che anche il Comune di Torino faccia la sua parte cambiando la gestione interna dei vigili urbani che, fino ad oggi sono stati impiegati principalmente per far multe e gestire il traffico.

Gli agenti del corpo di polizia municipale, invece, devono avere come principale obiettivo il controllo capillare del territorio. A tal proposito, essi devono essere adeguatamente formati, incentivati anche economicamente, dotati della necessaria attrezzatura (dagli spray antiaggressione agli sfollagente). Il Comune, infatti, anche per combattere l’immigrazione clandestina, deve combattere l’abusivismo, aumentare i controlli negli esercizi commerciali al limite della legalità e in quegli appartamenti che si trasformano ogni giorno in covi per la delinquenza e dello sfruttamento.

Il Sindaco, in particolare usufruendo dei poteri conferitigli dal pacchetto sicurezza voluto dal Governo Berlusconi, deve finalmente emettere quelle ordinanze anti-droga ed anti-prostituzione, utili a riportare la sicurezza ed allontanare il degrado dalle nostre strade.

E’ necessario affrontare al più presto l’emergenza nomadi. A Torino, infatti, si calcola che i nomadi che soggiornano abusivamente siano circa il doppio di quelli regolari. Lo dimostrano anche i numerosi campi irregolari sparsi per la città, frutto della politica lassista della sinistra. Bisogna intensificare i controlli, verificare costantemente chi entra e chi esce dai campi, sgombrare sul nascere le baraccopoli, chiedere l’allontanamento di quei nomadi – anche comunitari – già pregiudicati o che non mandano i figli a scuola.

Bisogna sgombrare anche gli stabili del Comune abusivamente occupati dagli antagonisti: i centri sociali, veri e propri covi dell’eversione, oltre al Villaggio Olimpico ex MOI, diventato un ghetto senza legge e rispetto dei diritti. Dobbiamo togliere ad autonomi ed anarchici gli spazi in cui progettano, organizzano e finanziano le loro manifestazioni violente, perché è inaccettabile che arrechino danno alle persone e alle cose sulle spalle dei contribuenti e dei cittadini per bene. Gli stabili abusivamente occupati devono essere restituiti alla cittadinanza per potenziare il sistema dei servizi, riconvertendoli in asili nido, case-famiglia per nuclei in emergenza abitativa, centri di aggregazione.

E’ necessario chiudere e vietare i suk della merce contraffatta, rubata e irregolare che il centrosinistra ha regolarizzato e permesso, relegando interi quartieri periferici all’abusivismo.

E’ opportuno offrire assistenza legale gratuita da parte del difensore civico per le vittime di reati contro la persona, la casa e i beni personali, in modo da far percepire la vicinanza concreta dell’istituzione comunale al fianco delle persone offese dalla delinquenza.

E’ necessario che l’Assessorato alla Polizia Municipale del Comune di Torino diventi un vero e proprio Assessorato alla Sicurezza, da delegare a un tecnico proveniente dalle Forze dell’Ordine.


Lavoro e industria

Obiettivo primario è la creazione di nuovi posti di lavoro, attraverso la facilitazione e la sburocratizzazione delle procedure comunali e per l’inserimento delle imprese sul territorio. Intendiamo istituire un fondo speciale per il sostegno dell’occupazione. Vogliamo dare un vero supporto ai piccoli e medi imprenditori, agevolando il rapporto tra le banche e le PMI, incentivando l’istituzione dei c.d. “distretti del terziario” e sostenendo la formazione professionale.

Il Comune di Torino, inoltre, deve assumere un ruolo importante a tutela dei lavoratori e nei confronti di FIAT, riuscendo ad essere un interlocutore credibile ed autorevole intorno al quale costruire un nuovo patto sociale per Torino, in cui tutti insieme – impresa, lavoratori ed istituzioni – prendano e mantengano degli impegni precisi per la nostra città.

Torino, però, non è solo FIAT, è anche il suo indotto, e deve diventare il motore di una produttività non solo esclusivamente legata al mondo dell’auto.

Commercio

In questi anni il piccolo commercio è stato fortemente penalizzato a vantaggio della grande distribuzione. Nel centro storico, gli elevati costi per la sosta auto e le restrizioni del traffico come la ZTL hanno spinto i cittadini a recarsi verso i grandi centri commerciali che garantiscono il parcheggio gratuito. Anche le zone periferiche sono state abbandonate. Il Comune ha ridotto gli aiuti alle associazioni dei commercianti finalizzati a combattere anche il degrado ed a rendere le vie maggiormente attrattive. Da ultimo è necessario ricordare che il piccolo commercio ha dovuto subire i danni di una gestione insensata della viabilità e di una cantierizzazione irrazionale. Dobbiamo, dunque, invertire rotta tutelando il piccolo commercio tradizionale. Per questa ragione occorre salvare il commercio ambulante dei mercati rionali dalla direttiva Bolkestein, bloccando le gare pubbliche fino all’approvazione della legge di iniziativa regionale piemontese.

Bisogna eliminare la monetizzazione del parcheggio ai nuovi esercenti, a partire da quelli che già pagano la tassa dehor.

Occorre scontare la tassa rifiuti con apposite agevolazioni destinate ai commercianti e artigiani che operano vicino ad aree cantierizzate o infestate da campi rom.

Bisogna garantire incentivi fiscali a tutti quegli esercizi che si trovano in un’area con presenza di cantieri per le opere pubbliche, agevolare l’accesso al credito, favorire i centri commerciali naturali, creare un raccordo costante tra gli operatori del settore e le istituzioni attraverso la costituzione di un comitato permanente, tutelare i mercati rionali garantendo sgravi e riduzioni delle tasse per coloro che prestano il proprio servizio in quelli molto piccoli, dare contributi a quegli esercizi commerciali che intendono installare impianti antifurto.


Emergenza abitativa

Anche Torino soffre un’emergenza abitativa che coinvolge una fascia sempre più ampia di popolazione. Le liste d’attesa per l’assegnazione delle case ATC sono sempre più lunghe ed il numero di immobili è insufficiente a soddisfare adeguatamente le richieste.

Occorre applicare subito e davvero la legge sull’autorecupero per consentire lo sblocco e l’assegnazione delle centinaia di case popolari sfitte per bisogno di manutenzione.

Bisogna, dunque, risolvere il problema dell’accesso alle graduatorie privilegiando i residenti italiani ed, in particolare, le famiglie. Bisogna, quindi, aumentare il numero degli alloggi permettendo il riscatto di proprietà e, al contempo, dare garanzie a quei giovani che devono acquistare casa e non riescono ad accedere ai mutui ordinari.

Allo stesso tempo, occorre migliorare la manutenzione delle case popolari già esistenti.


Ambiente, pulizia, parchi

Solo nel periodo olimpico le strade di Torino sono state davvero pulite. Spenta la magia olimpica, ormai molto lontana, il Comune ha abbandonato i nostri quartieri alla sporcizia. Ne sono una dimostrazione le decine di discariche a cielo aperto presenti nella nostra città dove – giorno dopo giorno – i rifiuti si accumulano a causa dell’incuranza della sinistra e di AMIAT che si scaricano reciprocamente le responsabilità anziché prendere immediatamente provvedimenti. Tutto ciò mentre il costo della TARI aumenta costantemente: per questa ragione bisogna eliminare i subappalti milionari che AMIAT affida alle cooperative sociali della sinistra, abbassando così il costo del servizio e, di conseguenza, la tassa rifiuti.

Bisogna certamente potenziare il sistema di raccolta differenziata senza, però, creare disagi ai torinesi. Da questo punto di vista il metodo del “porta a porta” si è rivelato inefficiente poiché il Comune di Torino ha riversato sulle spalle dei cittadini numerosi oneri e costi aggiuntivi. L’alternativa può essere quella della realizzazione di vere e proprie micro-isole ecologiche adeguatamente inserite nel tessuto urbano. A decidere, però, devono essere i cittadini ed è per questo che noi proponiamo un referendum in tema.In ogni caso, il vero problema nella gestione dei rifiuti nella nostra città è causato dall’estremo ritardo nella realizzazione dell’inceneritore che, infatti, la sinistra ha sempre ostacolato irresponsabilmente e demagogicamente con il suo indecisionismo e con i movimenti del no.

Torino è anche la città più inquinata d’Italia. Basta con le domeniche a piedi, le targhe alterne, le restrizioni del traffico perché sono assolutamente inutili per il miglioramento della qualità dell’aria. Non servono provvedimenti demagogici ma interventi strutturali. Bisogna migliorare la viabilità, rinnovare il parco autobus, incentivare forme di riscaldamento all’avanguardia. L’ecologia non si fa scaricando la colpa sugli automobilisti, ma progettando una città a misura di cittadino: accessibile, percorribile, vivibile.

Bisogna garantire la sicurezza nei parchi impedendo che diventino zone franche per lo spaccio e la criminalità, mantenendo costante la loro pulizia attraverso anche il coinvolgimento di sponsor privati.

Bisogna procedere alla bonifica degli edifici dall’amianto.


Viabilità, trasporti, grandi opere

Bisogna migliorare la circolazione su alcune importanti “arterie” della nostra città, perennemente bloccate dal traffico. Torino è una città ancora troppo caotica, in cui l’automobilista subisce innumerevoli disagi.

Serve una programmazione dei cantieri per le opere pubbliche molto più razionale che permetta il rinnovamento senza danneggiare i cittadini. Serve una cura delle strade costante, il potenziamento dei trasporti pubblici della rete della metropolitana, la realizzazione di nuove aree di parcheggio “cancellando” le strisce blu illegali.

Basta con i grandi edifici che diventano cattedrali nel deserto: bisogna riconvertire le strutture esistenti mettendole a disposizione della cittadinanza e dell’associazionismo.


Cultura e turismo

Da troppo tempo l’Assessorato alla Cultura del Comune di Torino è affidato non solo alla stessa area politica ma, addirittura, alla stessa persona. Torino ha bisogno, a livello culturale, di nuovi stimoli e nuove energie che sappiano al contempo valorizzare le bellezze ed i progetti utili alla nostra città, ma anche a far fronte ad un periodo di ristrettezza economica.

Non possiamo più permetterci di sprecare troppe risorse pagando care iniziative che non hanno riscontro tra la popolazione. Dobbiamo, invece, minimizzare i costi proponendo progetti di più alto valore culturale che garantiscano il massimo coinvolgimento attraendo anche cittadini da fuori Torino. La cultura, infatti, deve diventare una colonna portante per il turismo torinese e, quindi, piemontese ma per far ciò c’è bisogno di una selezione dei progetti fondata su qualità, innovazione e partecipazione, in particolare, anche delle piccole associazioni che in questi anni sono state ingiustamente escluse dai circuiti culturali della nostra città. Proprio le piccole associazioni, per il loro radicamento sul territorio e per la specificità del loro lavoro, rappresentano un supporto per il Comune irrinunciabile ed un bagaglio di valori e di tradizioni che costituiscono l’identità del capoluogo piemontese.

E’ necessario salvaguardare il patrimonio artistico e culturale di Torino, troppo spesso abbandonato al degrado, al vandalismo, alla sporcizia.

Occorre prestare particolare attenzione alle tradizioni calcistiche della Città, istituzionalizzando e coinvolgendo istituzioni e cittadinanza nelle celebrazioni delle ricorrenze che albergano nei cuori bianconeri e granata dei torinesi, a partire dalla commemorazione della strage dell’Heysel e del Grande Torino.

Torino deve uscire dall’oblio e non vivere più nell’eterna nostalgia delle Olimpiadi. Deve semmai far rivivere tutti i giorni quell’atmosfera durata solo poche ore. Per questo servono musei aperti – anche e soprattutto durante i periodi festivi-, eventi da realizzarsi non solo nel centro storico ma anche nelle periferie, una programmazione d’iniziative costante.

Se le Olimpiadi sono state un successo – grazie anche all’impegno del Governo Berlusconi – il fallimento ha riguardato il post-olimpico: gli impianti e le strutture sono diventate cattedrali nel deserto ed il settore alberghiero ha subito ingenti perdite rispetto alle entrate promesse e preventivate.


Sport

Bisogna promuovere e sostenere anche economicamente quelle associazioni sportive che svolgono un ruolo sociale a vantaggio soprattutto di giovani, anziani, portatori di handicap e che soffrono il problema della carenza di spazi adeguati dove svolgere la propria attività. Bisogna razionalizzare, anche attraverso le circoscrizioni, l’assegnazione e la programmazione degli spazi già disponibili venendo incontro alle esigenze anche di quelle associazioni che necessitano di strutture fisse o semi-mobili per lo svolgimento della propria attività.


Famiglia

Il Comune di Torino, negli ultimi cinque anni, ha adottato provvedimenti ideologici e demagogici – come, per esempio, il registro sulle coppie di fatto – che sviliscono il Valore della famiglia ed il suo ruolo sociale. La nostra priorità, invece, è la tutela delle famiglie tradizionali, con particolare attenzione per quelle numerose, che devono essere i principali destinatari dei servizi sviluppati dal Comune.

Bisogna sostenere economicamente i nuclei monoreddito che si occupano direttamente di parenti non autosufficienti.

Credendo nel Valore della vita, riteniamo sia necessario prestare una particolare attenzione e sostenere anche economicamente le donne che devono affrontare da sole una gravidanza, le ragazze – madri, le giovani coppie per l’acquisto della prima casa. Bisogna incentivare la natalità, anche attraverso contributi per i bambini fino al terzo anno di età, e garantire la libertà di formazione scolastica dei figli.

Per risolvere il problema della carenza di posti negli asili comunali occorre riservare ai figli degli italiani dei punteggi qualificanti affinché si inseriscano nelle graduatorie di accesso e costruire nuovi asili nido e micro – nidi, anche nei luoghi di lavoro per consentire alle madri di proseguire la propria attività. Il lavoro, infatti, non può essere un ostacolo per le donne, la maternità e le famiglie.


Giovani

E’ necessario valorizzare quella gioventù alternativa e distante al modello proposto dalla sinistra dei centri sociali. Gli stabili comunali abusivamente occupati devono essere “liberati” e consegnati a quei giovani che s’impegnano nel sociale, che aiutano i propri coetanei, che fanno volontariato, che si appassionano ed esercitano le discipline artistiche in maniera non ideologica e non strumentale. Vogliamo creare spazi che diventino centri di protagonismo giovanile in cui venga promossa la “cultura del divertimento sano” che rifiuta ogni tipo di droga e di sballo, nonché proposte come le “stanze del buco” e la liberalizzazione delle sostanze stupefacenti.

Inoltre, vogliamo premiare i meritevoli e le eccellenze sostenendo i ragazzi nel mondo del lavoro, finanziando i loro progetti sul nascere affinché anche i più giovani possano avere le risorse necessarie a realizzare le proprie aspirazioni.

Vogliamo sostenere i giovani all’acquisto della prima casa con iniziative come il mutuo sociale ed il riscatto della proprietà dell’immobile.


Anziani

Vogliamo sviluppare una politica che garantisca la tutela della salute e del benessere. Far sorgere nuovi centri d’incontro e spazi in cui gli anziani possano svolgere attività aggregative, sportive, artistiche, culturali. Vogliamo stare al fianco degli anziani, soprattutto quelli soli e meno abbienti, potenziando il sistema di aiuti, i servizi come la spesa a domicilio, l’assistenza domiciliare, istituendo un numero verde comunale per le emergenze, migliorando le residenze comunali destinate ad ospitarli in quei casi in cui non sia possibile il reinserimento nel nucleo famigliare.Una particolare attenzione deve essere dedicata in estate quando la città si spopola; proprio in questo periodo servono  provvedimenti straordinari ed un aiuto concreto contro l’afa e l’alta temperatura come i bonus per l’acquisto dei condizionatori d’aria.


Disabili

Intendiamo istituire una Consulta comunale per i diversamente abili che si ponga da tramite tra l’amministrazione comunale e le associazioni presenti sul territorio. Bisogna monitorare ed abbattere tutte le barriere architettoniche, attivare servizi di informazione sulla città per gli audiolesi, riconoscere ufficialmente la lingua dei segni (LIS), garantire adeguati spazi alle associazioni di disabili per lo svolgimento delle loro attività, attivare progetti mirati nelle scuole, diffondere percorsi tattili per i non vedenti.


Identità ed integrazione

L’integrazione è possibile quando ha come presupposto il rispetto delle regole e della nostra identità. In questi anni, invece, la sinistra demagogica e buonista ha trasformato i nostri quartieri in “ghetti all’incontrario” in cui gli italiani, divenuti minoranza, sono stati isolati e danneggiati. Lo stesso avviene in troppe scuole e per questo chiediamo che le classi vengano organizzate in modo che sia i bambini italiani che quelli stranieri non vengano danneggiati e possano anzi ottenere lo stesso livello di educazione. Il punto di partenza per una vera integrazione è l’apprendimento della lingua italiana non solo per i bambini ma anche per le loro famiglie. Per questo è necessario finanziare corsi di italiano, di educazione civica e diritto affinché gli immigrati siano consapevoli dei loro doveri il cui rispetto è il presupposto per il godimento dei diritti.

Occorre garantire i luoghi di culto alle minoranze perseguitate, a partire dai Copti e gli altri Cristiani d’Oriente.

Bisogna esigere la predicazione in Italiano nelle moschee torinesi, la loro registrazione e il rispetto dei diritti della donna, impedendo qualsivoglia segregazione femminile o istigazione all’odio contro l’Occidente.

E’ necessario smantellare il business delle associazioni e cooperative su immigrati e zingari, ribadendo il ruolo del Comune nella indizione di gare pubbliche trasparenti e meritocratiche, nella programmazione e nella sostenibilità territoriale degli interventi di assistenza, per evitare invasioni di massa nei quartieri torinesi imposte da Prefettura o privati.

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